I tempi sono tutto: la timeline, il pilastro di una campagna di branding

Per costruire un palazzo, si sa, ci vogliono alcuni anni. E da cosa si parte? A questa domanda il 100% delle persone risponde “dal progetto” ovviamente. E dal progetto alla conclusione del palazzo cosa succede? Succede che un’azione dopo l’altra, un professionista dopo l’altro si susseguono secondo una timeline precisa.
Per un palazzo è facile comprenderne le dinamiche e per la costruzione di una marca?

Costruire una campagna di branding non è diverso, serve un progetto strategico ma, soprattutto, pilastro fondamentale, serve una timeline ben studiata e verosimile. Si, verosimile in quanto nel marketing c’è un’equazione imprescindibile che regola due variabili, budget e tempi. L’equazione che regola tempo e investimenti è probabilmente, dopo l’obiettivo e idea, il pilastro più strategico. Maggiore sarà il budget minore sarà il tempo che impiegherà un Brand per posizionarsi nella mente del consumatore; minore sarà il budget maggiore sarà il tempo necessario per mettere in atto tutte quelle attività indispensabili per raggiungere l’obiettivo fissato.

La grande trappola in cui, specialmente le PMI, che solitamente non hanno una forte propensione al marketing, tendono a cadere, è quella di perdere nel corso del tempo il focus sugli obiettivi iniziali e sulle fasi stabilite per raggiungerli, con il reale rischio di perdere fiducia nel progetto e vanificare il lavoro fatto. La cosa bella è che la soluzione c’è e si chiama timeline. Come nel progetto di costruzione del famoso palazzo, bisogna mettere per scritto le azioni, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, che porteranno al raggiungimento dell’obiettivo. In questo modo ci si dovrà solo preoccupare di fare le cose stabilite nei tempi stabiliti. Il progetto diventerà così più facile da seguire, specialmente nei periodi difficili dell’azienda, e sicuramente più facile da monitorare.

 

Marco Gusella

Condividi su: